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QUALCHE BREVE CENNO SULLA STORIA DELLE ROSE IN ITALIA

Data la nebulosità che tuttora avvolge l'inizio della storia delle nostre rose, pensiamo giusto iniziare questo sintetico racconto da uno studio redatto da un certo Cibò intorno all'anno 1540 dal quale apprendiamo che in quel periodo erano già presenti in Italia la Rosa Mundi (Rosa Gallica Versicolor) e la rosa Portland.

Giovanni Battista Ferrari nel 1633, nel suo "Flora,seu,De Florum Cultura", offre la prima descrizione
di una rosa italiana rifiorente, perpetua, che viene chiamata Mensium (di tutti i mesi) dal colore piacevolmente rossastro e molto somigliante alla Damascena.
Già nella prima metà dell'800 esisteva in Italia una coltivazione piuttosto importante e supponiamo anche raffinata di rose cinesi e loro varietà, tanto che molti ibridatori, soprattutto francesi abitualmente se ne approvvigionavano.

Grande fama ebbe "Belle di Lodi" (1818). Aveva un sinonimo: "Belle Gabrielle". Poteva essere facilmente reperita presso i vivai Laffay.
Sempre di quel periodo il direttore dei giardini reali di monza dà il suo nome ad una rosa, usata allora come portainnesto: "Manetti" (R. x noisettiana manetti).
Ma la storia ufficiale delle nostre rose ha inizio con il primo ibridatore che si presenta al grande pubblico, Luigi Villoresi, direttore dei giardini reali di Monza tra il 1812 e il 1825.
Sua è la famosa "Bella di Monza" creata agli inizi dell' 800 e menzionata per la prima volta nel 1826 nel catalogo di Carlo Maupoil, vivaio vicino a Venezia.
 
Questa rosa, che con fiducioso ottimismo speriamo di poter rivedere, è una delle venti e più varietà del Bengala create dal sig. Villoresi.

Nel 1909, Bonfiglioli dà vita alla ancor molto celebre Bourbon "Variegata di Bologna" a cui seguono "Ricordo di Giosuè Carducci", "Ricordo di Géo Chavez", "Garisenda", "Luigi Calvani" e infine nel 1913 la Tea "Clementina Carbonieri".

Il periodo compreso tra il 1929 e il 1965 ci fà conoscere grandi ibridatori che hanno legato il loro nome a importantissime rose.
Primo fra tutti Domenico Aicardi che fu sindaco di Sanremo negli anni del fascismo.
Le rose da lui ottenute hanno avuto grande fama internazionale. Sembra siano state molto vendute anche in America dove già in quegli anni esisteva la possibilità di brevettare le rose. È del 1936 "Signora Piero Puricelli" e del 1937 "Eterna Giovinezza". Poco dopo la guerra, siamo già negli anni '50, pubblicò "Le rose moderne" (1951) tradotto in tutte le lingue e considerato ancora oggi lo studio più interessante fatto sulle rose nel secolo appena trascorso.
Tra i suoi allievi troviamo Quinto Mansuino che nel 1961 ha introdotto una rosa di grande interesse "Purezza" un ibrido di Banksia con la capacità di rifiorire. Questa rosa è inoltre la progenitrice di un importante gruppo di piccoli arbusti molto rifiorenti e resistenti alla siccità tipica del nostro clima, le dette "Rose Mansuine". Come "Generosa" del 1964.
Altre considerevoli rose nascono dalla collaborazione di Aicardi con Giacomasso, fra tutte nominiamo"Rosabella" un HT del 1941 e "Fedra" una Floribunda del 1959.

Fra i tanti ibridatori italiani attivi in quel periodo ci preme segnalare il Lombardo Giuseppe Cazzaniga, e la sua "Rose of Life" un HT rosso che nel 1965 è stata proclamata la più bella rosa d'Italia. Introdusse ancora 56 nuove varietà 17 delle quali attualmente coltivate al roseto Fineschi. Anche se pochissimo si conosce di Giuseppe Borgatti che doveva lavorare presso la ditta Sgaravatti, ci sembra doverosa una segnalazione.
Molte di queste rose, oggi, possono essere ammirate solamente presso l'unico roseto italiano di fama internazionale, "Carla Fineschi" creato dalla passione del Prof. Fineschi che si trova a Cavrglia nei pressi di Arezzo. Costituisce la più grande collezione privata di rose al mondo.

Fà quindi parte del nostro patrimonio storico. È un dovere per tutti noi appassionati, non solo visitarlo ma difenderlo ed amarlo.
Come pure è da difende amare e soprattuto salvare il lavoro per lo più sconosciuto di persone che hanno dato un contributo determinante per lo sviluppo della rosa in Europa.

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